Acli Abbiategrasso

Il Circolo Acli di Abbiategrasso ha da poco traslocato in Corso San Pietro, 67 , 20081 Abbiategrasso (MI), tel. 0294965955, fax 0236543158.

E-mail: abbiategrasso@aclimilano.it

La sede è aperta al pubblico il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 11.00, per informazioni, adesioni, ecc.

Presso la stessa sede sono presenti i servizi:

Patronato Acli: tel 0294599779, fax 0294599779, abbiategrasso@patronato.acli.it, aperto al pubblico lunedì-mercoledì-venerdì dalle 8.30 alle 12.00

CAF Acli: tel. 0294965955, fax 0236543158, per gli orari di apertura si prega di telefonare al numero 0294965955. Fax 0236543158, af.abbiategrasso@acliservizi.com;

SAF Acli: tel 0294599779, fax 0294599779, aperto al pubblico il martedì dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 13.30 alle 17.30;

Per una descrizione delle specificità di Circoli, Patronati, CAF, SAF, Acli Servizi e dei servizi da questi erogati si prega di far riferimento alla voce “Chi Siamo” in alto a destra in ogni pagina.

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“Storia del Circolo Santa Maria Nuova di Abbiategrasso”

Gli inizi (1945-1964)

La vicenda delle Acli ad Abbiategrasso ha inizio parallelamente a quella delle Acli milanesi: mentre l’Italia stava lentamente uscendo dagli incubi e dalle piaghe della guerra appena conclusa, un gruppo di ardimentosi, guidato da Edoardo Clerici, Alessandro Buttè e Luigi Clerici, si radunava a Milano negli scantinati di Palazzo Clerici (sede provvisoria della Dc e di tutto l’associazionismo cattolico post­bellico) per dar vita all’associazione che, nata nell’agosto dell’anno precedente, si qualificava all’epoca come “espressione della corrente sindacale cristiana” nella Cgil unitaria. Ad Abbiategrasso il nucleo primitivo delle Acli andò organizzandosi fin dall’autunno di quello stesso 1945 nella parrocchia centrale di S. Maria Nuova, allora retta da mons. Vincenzo Barbieri, sotto la carismatica guida di don Ambrogio Palestra. [… omissis …]

La fase della maturità (1964-1969)

Nel corso dell’assemblea annuale svoltasi il 5 marzo 1964, la Presidenza del Circolo può presentare un risultato di tutto rispetto, che troviamo riportato in un opuscolo stampato per l’occasione. Dal 1960 al 1963 il Circolo di Santa Maria Nuova è passato da 69 a 115 lavoratori tesserati, mentre i “giovani lavoratori” sono passati da 35 a 125. Più contenuto l’aumento in campo femminile, dove tuttavia le lavoratrici passano da 39 a 49 e le “giovani lavoratrici” da 6 a 63, per un totale di 352 tesserati contro i 149 di tre anni prima. Un risultato significativo, se si tien conto che la presenza giovanile risulta comunque maggioritaria (e soltanto nove, fra i 352, risultano già pensionati), come del resto un giovane è lo stesso Lupatini e la gran parte del gruppo dirigente che collabora con lui. [… omissis …]

Gli anni della prova (1969-1990)

Sono anni difficili per le Acli: le scelte operate nel Congresso di Torino del 1969, che svincolano definitivamente il Movimento dal rapporto collaterale con la Dc, suscitano apprensioni e dubbi nella base aclista tradizionale e nella Chiesa stessa. Tali sentimenti verranno vieppiù rafforzati quando, nel settembre 1970, il Presidente nazionale Gabaglio formulerà la famosa “ipotesi socialista”,. creando una situazione estremamente confusa che troverà un epilogo drammatico nel ritiro del “consenso” ecclesiastico alle Acli da parte della Conferenza Episcopale Italiana nel maggio del 1971, confermato il mese successivo da Paolo VI. [… omissis …]

La storia continua (1990-1995 … e oltre)

Bandecchi lascia la presidenza del Circolo all’inizio del 1990, ormai fortemente assorbito dai suoi impegni di amministratore locale e di funzionario del Patronato. Gli succede Elio Rossi (a sua volta avvicendato nel 1991 da Dino Lupatini e nel 1993 da Franco Santagostini) alla guida di un gruppo dirigente deciso a superare i momenti di stasi dell’azione del Circolo in stretta correlazione con i nuovi orizzonti in cui si colloca l’iniziativa del Movimento aclista a livello nazionale (sotto la guida del milanese Giovanni Bianchi) e provinciale, con la presidenza di Lorenzo Cantù. Il Circolo cerca quindi di rivitalizzare la propria azione sul livello formativo, assumendo come imperativo fondamentale quello che padre Pio Parisi suggerisce alle Acli a livello nazionale: ripartire dal Vangelo. [… omissis …]

I cinquant’anni di Acli alle nostre spalle, pur essendo parte della nostra memoria, sono meno importanti degli anni che verranno, nei quali dovremo mettere all’opera tutta la nostra sensibilità umana, religiosa, sociale e politica per rendere sempre meglio quel servizio – alla Chiesa, alla classe lavoratrice, alla democrazia – che definisce la nostra natura e il nostro impegno.

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